Casa nuova, vita nuova!

 

E questo vale sia in senso metaforico, per quanto riguarda il trasferimento dal MySpace di msn al blod di WordPress.com, sia in senso più reale.

Già, adesso non abito più con i miei – o almeno, al nido materno tornerò solo i fine settimana. Ma, in quanto studentessa universitaria in un altra città, ho dovuto cercare casa insieme ad una mia amica, e per ora le cose vanno a gonfie vele. Certo, a parte l’incubo mostruoso del microonde, che a quanto pare è più difficile da usare di quanto avessimo previsto (Nota per noi: MAI più cuocere le pizzette con la temperatura delle bistecche).

Va beh, ma questo è solo l’inizio. Sono convinta che non moriremo di fame, qualcosa riusciremo ad inventarcela (sia ringraziato l’inventore delle pizze a domicilio!). Scherzi a parte, credo che dovrò iniziare a studiare già da adesso, perciò per il momento saluto tutti e vado. Linguistica mi attende…

Un abbraccio, nuovo blog!

Giuly.

*Merry Christmas*

 

 

Jingle bells, jingle bells, jingle all the way…

Oh what fun is it to ride in a one-horse open sleigh! Oh!

 

«Ma cosa sta succedendo qui?!» Esclamai, non appena varcai la soglia di casa mia. Mi sembrava di essere finita a Las Vegas… C’erano più luci sui muri di casa che in un casinò!

«Oh Giulia, grazie al Cielo sei tornata!»

Vidi una disperata madame Giry corrermi incontro mentre io depositavo lentamente le buste degli ultimi regali per terra, e sbottonandomi il cappotto ascoltai quello che la povera donna aveva da dirmi.

«Non puoi immaginare il sollievo di vederti a casa!» Esclamò, prendendomi per mano e trascinandomi in soggiorno. «Non appena sei uscita, Erik è come impazzito! Ha tirato fuori – oh, non chiedermi da dove – un centinaio di addobbi natalizi e luci colorate e ha messo queste sconvolgenti musiche di Natale… E si è messo ad addobbare la casa!»

La fissai disperata. «Madame, accidenti! Non vi avevo chiesto di tenerlo d’occhio?!» Avevo l’impressione di averle già detto quelle parole. «Non ci credo… Ha messo le luci anche dentro l’acquario!!»

Madame Giry scosse la testa, portandosi una mano sul fianco. «Credo che abbia preso troppo sul serio quello che gli hai detto l’altro giorno…»

 

Piccolo rewind. Quello che gli ho detto l’altro giorno…

«Erik? Cosa diavolo stai facendo?!»

Ero entrata di corsa in camera mia, non ero neppure riuscita ad asciugarmi i capelli perché una sconvolta Meg era piombata in bagno mentre mi facevo la doccia, farneticando qualcosa a proposito dei capelli di Raoul e di “quel pazzo maniaco omicida”. Non mi ci era voluto molto per fare due più due, mi ero avvolta nell’asciugamano e mi ero precipitata in camera.

Beh, quello che mi si era presentato davanti agli occhi non era molto bello, in effetti.

Credo che Erik e Raoul stessero giocando a carte: da quanto mi era stato riferito, avevano iniziato una partita a streap-poker. Ora, non è difficile immaginare che Erik stesse vincendo clamorosamente: Raoul infatti indossava solo un paio di mutandoni ed era più rosso del cappello da Babbo Natale che aveva in testa, mentre Erik era ancora vestito di tutto punto, e stava ridacchiando alquanto divertito.

Il povero visconte aveva le lacrime agli occhi, ma non sembrava volersi arrendere.

«Scala Reale!» Esclamò orgoglioso, gettando le sue carte sul tavolo.

Erik gli rise praticamente in faccia. «Full d’assi!» Replicò, saltando in piedi euforico.

Feci in tempo a vedere Raoul alzarsi lentamente e iniziare ad armeggiare con i suoi mutandoni prima che la gomitata di Meg mi fece riprendere il controllo.

«Erik? Cosa diavolo stai facendo?!» Esclamai a quel punto, avanzando verso il centro della stanza con le mani sui fianchi.

Si voltò a guardarmi con l’espressione di una bambina colta con le mani nella marmellata, e giuro di averlo visto arrossire mentre cercava di schiarirsi la voce.

«Aehm. Ciao, Giulia. Già qui?»

Gli puntai un dito sul petto, riuscendo a farlo indietreggiare; okay, ammetto che parte della rabbia era dovuto al fatto che avesse vinto… Mi sarebbe piaciuto vederlo nudo, ma sarà per la prossima volta.

«Non hai risposto alla mia domanda!» Insistei. «Che cosa stai facendo? Perché Raoul è nudo?!»

«Stavamo semplicemente giocando a carte e lui ha perso.» Replicò con una scrollata di spalle, come se fosse stata la cosa più ovvia del mondo.

Sbuffai, nervosa. «Senti, questo non è certo il modo giusto per andare d’accordo, okay? Perché non provate a parlare un po’, come buoni amici?»

«Parlare?? Buoni amici?!» Mi guardò come se gli avessi detto che il cielo era verde e il mare arancione.

«Sei diventato un pappagallo?» Borbottai, sollevando un sopracciglio.

Fece finta di non aver sentito. «Non ho nessuna intenzione di parlare da “buon amico” con quell’insolente  damerino, quello sciocco viveur, quell’adulatore…!»

Dio, com’era ripetitivo. «Un minimo di spirito natalizio, eccheccavolo!» Sbraitai.

Mi guardò in cagnesco. «Sto usando tutto il mio spirito natalizio per non farlo definitivamente fuori con una corda al collo!»

«Vedi di sforzarti di più!» Replicai, ricambiando l’occhiataccia. «Non tollererò questa atmosfera omicida sotto Natale, chiaro? Quanto a te, cavolo, rivestiti!»

Aggiunsi, rivolta a Raoul.

Bene, questo era successo qualche giorno prima. Ora torniamo al presente.

 

Play. Torniamo al presente…

«Ma io l’ho detto così… Per dire…» Balbettai, osservando terrorizzata le ghirlande di fiori sulla libreria, le luci sulla scala e le candele in ogni angolino libero del pavimento: era una cosa a metà tra un tempio induista e la scena di un crimine o di un incantesimo vudù…

A quel punto dallo studio uscì lui, l’artefice di quell’orrore natalizio. «Oh, Giulia! Sei tornata? Come sono andate le ultime spese natalizie?» Chiese, con un sorriso che gli andava da una parte all’altra della faccia.

«C-cos’hai sulla faccia?!» gridai, non appena misi a fuoco ciò che era stato della sua maschera.

«Oh, questa?» Disse, sfiorandola. «Nulla di che! Gli ho solo dato quel tocco natalizio in più!»

Okay, non so voi ma è stato sconvolgente vedere la sua preziosa maschera, in origine bianca ed immacolata, dipinta di rosso  e decorata con stelline d’oro.

«Stai… Stai male, Erik, tesoro?» Mormorai, raggiungendolo e facendogli pat-pat sulla spalla.

Lui rise. «Mai stato meglio!» Esclamò. «Anzi, sai che ti dico? Avevi ragione a dirmi di sforzarmi un po’ di più con lo spirito natalizio, l’altro giorno! È rilassante!»

«Rilassante…» Ripetei, incapace di formulare una frase più complessa.

«Ho anche aiutato tua sorellina a fare il presepe,» aggiunse, con espressione raggiante.

Non mi diede il tempo di rispondere.

«Guarda, Giulia! Siamo sotto il vischio!» Esclamò poi, indicando un rametto del pungente arbusto appeso sopra la nostra testa. Temevo quello che avrebbe detto…

«Dobbiamo baciarci!»

Purtroppo venimmo interrotti! Ma cavoli, proprio quando la faccenda iniziava a farsi interessante…

«Erik, caro? Puoi aiutarmi a decorare la torta, un attimo?»

«Arrivo, signora!» Poi si rivolse a me. «Scusami, Giulia, ti dispiace? Vado ad aiutare tua madre in cucina!»

 

………

 

«È così tutto il giorno, madame?» Sussurrai.

«Purtroppo si, tesoro.»

 

 

 

 

 

 

 

Auguro a tutti un Buon Natale e un Felice Anno Nuovo! Buon 2010!

Beauty and the Beast: Look Through My Eyes

 

Citazione

YouTube – Beauty and the Beast: Look Through My Eyes
 

 

Acciderbolina quanto amo questo cartone… è il mio preferito *__*

Una prefazione “Come si deve” e seguente “Intervista”

Aehm… Prova… Prova…

Come funziona questo diabolico marchingegno?!

-È un microfono!-

Si si… Certo…

-Stiamo registrando!-

D’accordo! Inutili macchinisti…

 

Benvenuti, cari lettori.

Ci troviamo in compagnia della nostra ospite speciale, nonché proprietaria di questo spazio internautico, che ci terrà occupati mentre curiosiamo nel suo piccolo ma grazioso blog. Teniamo a precisare che il “delicato” sottofondo musicale è opera sua.

La redazione avrebbe forse preferito qualcosa di più delicato, ma a giudicare anche dalla scenografia complessiva possiamo solo dire a nostra discolpa che non abbiamo potuto fare nulla per impedirlo…

 

«Ehi, voi! Cosa accidenti state combinando con il mio computer?»

Cinque volti colpevoli si girarono in contemporanea verso di me, cercando freneticamente di coprire con i loro corpi il mio povero portatile, in modo da impedirmene la vista. Ammetto che la cosa non mi piacque.

«Giulia! Ma non stavi studiando?» Replicò Lui, sfacciato; stava anche cercando di farmi sentire in colpa?!

Per fortuna, almeno uno di loro era – più o meno – dalla mia parte.

«È stato Erik! Io l’avevo detto di non toccare il tuo computer, ma lui no, ha voluto fare di testa sua, come sempre, e allora io gli ho detto che ti saresti arrabbiata, e lui ha minacciato di… Di tagliarmi i capelli, capisci, Giulia! Non avevo altra scelta!»

Prima che il povero visconte si mettesse a piangere sul serio per il pericolo al quale aveva esposto i suoi preziosi capelli, decisi di interromperlo. «Si, si, Raoul, lo so che non è colpa tua. Chris, ti prego, pensaci tu.»

La ragazza prese per mano il suo fidanzato, facendolo sedere sul mio letto mentre gli sussurrava con una pazienza che le invidiavo che Erik non gli avrebbe mai e poi mai tagliato i capelli.

Ma torniamo al mio computer.

Meg non c’entrava nulla, così risalii direttamente alla madre. «Madame Giry, però! Vi avevo chiesto di tenerlo sotto controllo!»

«E come potevo, mia cara?» Rispose lei, con un’elegante scrollata di spalle. «Credevo che il tuo computer fosse protetto da una… non so… Chiave d’accesso, o qualcosa di simile.»

Una diabolica risata attirò la mia attenzione. «Non è stato difficile trovarla! Sapevo che avresti usato il mio nome come parola d’ordine, anche se per un attimo speravo che non fossi così ingenua!»

Okay, ammetto che se Meg non mi avesse portato via dalle mani quel dizionario di latino, glielo avrei di sicuro lanciato contro.

«Sei davvero un… Un mostro!» Esclamai, gettandomi su di lui e portandogli via il computer. «E guarda cos’hai fatto! Hai pasticciato il mio bel blog!»

Incrociò le braccia, con fare compunto. «Bah, volevo solo abbellirlo! Da quanto tempo ce l’hai, dì un po’? E non hai mai scritto neanche una presentazione come si deve! Preferisci che i tuoi lettori non sappiano chi sei?»

Va bene, la sua tesi non faceva una piega, però… «Ci stavo pensando… Volevo fare una bella presentazione, ecco…» Borbottai, imbronciando le labbra.

Come al solito riesce sempre a rovinare tutto il mio divertimento!

«Se lasciassi fare a me…» insistette, portandomi nuovamente via il pc dalle mani e poggiandolo sulla scrivania davanti a sé. «Sicuramente non avresti di che pentirti.»

Mi sedetti borbottando nella sedia di fianco a lui, cercando di fargli capire quanto mi stesse dando fastidio. La mia reazione non sembrò preoccuparlo molto, però.

«Cosa hai intenzione di fare?» Chiesi piuttosto preoccupata, non appena vidi il suo sorriso.

«Un’intervista.» Rispose, soltanto. «Io faccio le domande, e tu rispondi… Cerca di essere chiara e di non perderti nelle tue solite elucubrazioni mentali.»

Io?! No dico… Si era mai sentito quando faceva le sue, di elucubrazioni?

 

Ehm… Non vorremmo interrompervi… Ma abbiamo registrato tutto!-

 

Intervista

 

Bene, allora possiamo iniziare… Nome?

Giulia… Come se non lo sapessi…

 

Allegria…! Lavoro?

Scrivo, leggo… Ah, ma forse tu intendevi la scuola!

 

Eh si, forse… Che liceo frequenti?

Al momento il linguistico, ma dopotutto sono solo in quinta, potrei sempre cambiare idea.

 

Il tuo umorismo mi lascia sempre con un senso di gelo addosso.

Ma che simpatico! Io almeno non vado in giro ad uccidere i macchinisti che mi stanno antipatici…

 

Aehm… Non siamo qui per fare politica sui miei hobby, va bene?!

Si si… D’accordo…

 

Passiamo ad altro… Dai, parlaci un po’ di te.

Perché, fino a 5 secondi fa cosa stavamo facendo?

 

Hai mangiato yogurt, stamattina?

O_O No, non ho mangiato yog… ehi! Vorresti insinuare che sono acida?!

 

Io non insinuo mai… In genere faccio delle accuse ben precise…

Me stai a da ‘na cortellata ç___ç

 

… Stiamo andando fuori argomento. Volevo chiederti… Perché non dici ai tuoi lettori – per quanto possa importargliene, a questo punto – qual è il tuo film preferito, per esempio?

Sapevo che me l’avresti chiesto! Ad ogni modo… il mio film preferito è… Moulin Rouge!

 

… Si, si, anche, ma… Dico… il più preferito!

Titanic u_u

 

(Ormai è in lacrime) Eddai… fallo per me… ç___ç

Aaaah… Si, ovviamente anche il “Fantasma dell’Opera”.

 

(Commosso) Grazie mille. Libro preferito? Mi è giunta voce che leggi parecchio…

Oh, beh, si. Ma se stiamo ad elencare tutti i libri che mi piacciono, allora… Non la finiamo più! In genere comunque leggo di tutto, da Wilbur Smith a Stephenie Meyer: ho delle vedute letterarie piuttosto ampie!

 

Brava, così mi piaci.

… Io… Io ti piaccio?! *-*

 

… Beh… Non sei… malvagia, ecco…. (ha l’aria di essersi gettato la zappa sui piedi)

Ooooh… *-* Che… Che bellino… *-*

 

(Tossisce, imbarazzato, cercando di recuperare un po’ di autocontrollo) Si si, certo. (Poi ci ripensa, sgrana gli occhi, gli occhi luccicano) Hai… Hai detto che sono bellino?!

Certo… *-*

 

INTERRUZIONE. Prima che i contenuti diventino troppo forti, consigliamo ai lettori di mandare a letto i bambini e di riprendere con la veduta del programma solo dopo le ore 22:00. Fatto? Bene, buon proseguimento della visione.

 

-Ragazzi! Mentre voi tubate, la gente in sala se ne sta andando!-

 

Giuro che quei macchinisti li uccido…

Non hanno tutti i torti ^_^; Forse è meglio darci un taglio!

 

Mmh… Hai ragione. Allora passiamo ai… Ringraziamenti particolari?

Ah, si, certo! Innanzitutto, un grazie speciale per Luciana, collega di scritture fantasmitiche nonché Gerry Lady come me… Che mi ha ispirato questa presentazione! Spero che non me ne voglia se ho attinto anche alla sua fantasia per scrivere questo delirio :*

 

Chiamalo pure plagio…

Uff, ma che plagio e plagio! E comunque, se le da fastidio me lo dirà u_u

Non mi hai fatto finire con i ringraziamenti!

 

Prego, continua pure. Il Blog è il tuo.

Ringrazio Marta, collega e conterranea (xD) a cui ho dato da leggere un mio poema epico e spero che ne esca viva, visto che è proprio un’Odissea leggerlo! Poi ringrazio la mia geme, che ha sempre la pazienza di leggere ogni cosa che la mia mente partorisce, e soprattutto ringrazio voi, cari lettori, che avete avuto la pazienza di leggere questa cosa! Beh, la noia è una brutta bestia…

 

E da Palco N°5 è tutto, gente! Ci leggiamo alla prossima puntata!

 

….

 

«Palco N°5?! E da dove l’hai presa questa?!»

«Ma alla televisione lo dicono sempre!»

 

Siamo allibiti… -.-

 

 

Buon Halloween!

 

Un pò in ritardo, forse…

ma

Buon Halloween!!

 

La dolce clipart di diddlina

*P*

 
E finalmente venne il giorno… in cui superai l’esame di teoria della Patente!!
Ancora non riesco a crederci… Oggi è stata una giornata a dir poco faticosa e stancante, senza contare tutta l’ansia che ho accumulato nei giorni scorsi e che si è spenta solo quando l’esaminatore ha chiamato il mio nome, dopo l’esame…
"Giulia Orrù! Idonea!"
Ero ancora talmente frastornata – mi sono svegliata alle 5 e mezzo stamattina, per essere a Carbonia alle 7, e da lì partire per Cagliari e arrivare alle 8 e qualcosa, visto che l’esame era programmato per le 8 e mezzo – talmente frastornata, dicevo, che non ho sentito neppure che mi chiamava, e mi hanno dovuto quasi spingere (grazie Giò, a proposito :D) dentro la sala degli esami senza che capissi comunque se ero passata o meno! Arrivo fino al tavolo dell’esaminatore, e lui, senza neppure rivolgermi uno sguardo che mi facesse capire qualcosa, mi porge i miei documenti accompagnandoli con un neutro "Arrivederci".
Oddio, penso, và a finire che non l’ho superato…!
Torno fuori, tutta triste, e mi avvicino a Giò che invece sta sorridendo felice con gli occhi che sbrilluccicano (termine che, seppur inventato, rende l’idea XD). Allora giro il foglio, cerco un segno, un appunto… E poi, eccolo! Proprio lì, in basso, a sinistra!
Nel documento, scritta nero su bianco, spicca orgogliosa la parola "Idonea".
Sospiro, ed è come essermi tolta un macigno dalle spalle!
"Oooh!" Esclamo, guardando la mia compagna di ventura. "Sono promossa! Ora posso morire!"
Usciamo da lì ridendo, con me che le mostro tutta contenta il segno dell’ennesimo passo verso la mia Maturità (o anzianità) effettiva, dicendo come una scema: "Guarda! Guarda, non trovi che questa I sia perfetta?? E guarda la D!"
Ci sarebbe da dire: questo è un piccolo passo per l’Umanità, ma un grande passo per ME!
 
E così, un’altra cosa fatta.
Solo mi domando, se sono stata così in ansia per questo piccolo esame (ieri ho quasi litigato con mio padre perchè mi faceva domande del tipo "Quante ruote ha la macchina" e "Di che colore sono le frecce", arrabbiandomi perchè non avevo mai trovato queste domande nei quiz che avevo fatto a centinaia per esercitarmi) beh, allora come sarò per l’Esame di Maturità, che si avvicina sempre più inesorabile all’orizzonte della mia vita?
Ma ho deciso che oggi non me ne frega niente. Oggi ho superato questo, sono a metà e manca poco per avere la mia adorata PATENTE (di cui già odio la foto, stranamente -.-”). Per il resto c’è tempo.
Uno di questi giorni, quando non ho molto da studiare (e se anche ho da studiare, il tempo LO TROVO) andrò a fare la mia prima guida ufficiale con l’Istruttore! Credo che mia madre non reggerebbe ad un’altra mia guida (cit. "Ohi ohi, attenta ai muretti, OCCHIO alle curve, FERMATI allo stop!!") eh eh eh.. ^__^;
Buona notte Blog!
A risentirci =*
 

Questa è la mia futura macchina u.u

 

L’invito della Follia

Tanto tempo fa la Follia decise di invitare tutti i sentimenti per un’insolita riunione conviviale. Raccoltisi tutti intorno ad un caffè per animare l’incontro, la Follia propose: «Giochiamo a nascondino?»

«Nascondino? Che cos’è?» domandò la Curiosità.

«Nascondino è un gioco,» rispose la Follia. «Io conto fino a cento e voi vi nascondete, quando avrò terminato di contare comincerò a cercarvi, e il primo che troverò sarà il prossimo a contare.»

Accettarono tutti, ad eccezione della Paura e della Pigrizia che rimasero a guardare in disparte.

1… 2… 3… La Follia cominciò a contare…

La Fretta si nascose per prima, dove le capitò;

la Timidezza, esitante come sempre, si nascose in un gruppo di alberi;

la Gioia corse festosamente per il giardino, non curante di un vero e proprio nascondiglio;

la Tristezza incominciò a piangere, perché non trovava un angolo adatto per occultarsi;

l’Invidia ovviamente si unì all’Orgoglio e si nascose accanto a lui dietro un sasso;

la Follia proseguiva la sua conta mentre i suoi amici si nascondevano.

La Disperazione era sconfortata vedendo che si era già a 99…

«100!» gridò la Follia. «Adesso verrò a cercarvi!»

La prima ad essere trovata fu la Curiosità, perché non aveva potuto impedirsi di uscire per vedere chi sarebbe stato il primo ad essere scoperto. Guardando da un’altra parte la Follia vide l’Insicurezza sopra un recinto che non sapeva da quale lato avrebbe potuto nascondersi meglio.

E così di seguito furono scoperte…

La Gioia, la Tristezza, la Timidezza e via via tutti gli altri…

Quando tutti finalmente si radunarono, la Curiosità chiese: «Dov’è l’Amore?»

Nessuno l’aveva visto: il gioco non poteva considerarsi concluso, e così la Follia cominciò a cercarlo. Provò in cima ad una montagna, lungo il fiume, sotto le rocce… Ma dell’Amore nessuna traccia…

Setacciando ogni luogo, la Follia si accorse di un rosaio, prese un pezzo di legno e cominciò a frugare tra i rami spinosi quando ad un tratto, sentì un lamento…

Era l’Amore che soffriva terribilmente perché una spina gli aveva appena perforato un occhio.

La Follia non sapeva che cosa fare, si scusò per avere organizzato un gioco così stupido, implorò l’Amore per ottenere il suo perdono, e, commossa dagli esiti di quel danno irreversibile, arrivò al punto di promettergli…

…Che l’avrebbe assistito per sempre…

L’Amore, rincuorato, accettò la promessa e quelle scuse così sincere…

Così, da allora…

…L’Amore è cieco, e la Follia lo accompagna sempre

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